
“Animals are something invented by plants to move seeds around.”
Terence McKenna


Nel languido
labirinto carne in
carica.
(L’entità esitante)
Sotto l’influsso
mozzafiato
ammise di esserlo.


When I’m writing, sometimes it gets to that place where I feel like the piece is writing itself and I’m trying not to get in the way.
(John Zorn)
“There is a fullness and calmness there which can come only from knowing pain.”
(Dan Simmons, Hyperion)
“I took inspiration from Andy Warhol‘s “Empire,” his “unwatchable” 24-hour film of the Empire State Building. Similarly, imagine a book that is written with the intention not to be read. The book as object: conceptual writing; we’re happy that the idea exists without ever having to open the book.”
(UNCREATIVITY AS A CREATIVE PRACTICE)
“The world is full of objects, more or less interesting; I do not wish to add any more.”
(Kenneth Goldsmith, Uncreative Writing: Managing Language in the Digital Age)

segnali elettrici:
estrarre
il succo
della vita.
segnali celesti:
albori.
corpi stellati.
ho una
stella
dentro di me.
spegne tutta
la notte.
conduco una vita piroclastica.
sulle alte vette del
mondo ho
sprigionato il mio
spirito.
con tempismo perfetto il cielo si apre alle mie mani intrise di magia …
inconsciamente scivolo.
invaghito,
mi riconcilio a tutto.
a volte sciacalli
piombano
inaspettati
nelle notti
di brina piena.
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in un attimo
mi accorgo
dell’abbaglio subito,
del tempo trascorso,
dei meandri.
in un attimo
realizzo
l’unica cosa possibile:
il rientro.
mortificato, sospeso ed acefalo,
mi butto in una pozzanghera di specchi.
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la luna si specchia nel mio giardino.
la interiorizzo.
è connaturato in me.
mi completo a vicenda.
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occhi spezzati
avvolti in spettri
cucire nettari di stelle
silhouette immensa fessure pressione sanguigna
udire le vite frangersi
nell’immenso lago gelato
per i sospiri
dell’amante
in fuga.
LA GALATTICA SPEME.
chilocalorie buttate in aria.
oggi proprio oggi che è Domenica
e la buccia puzza nel cestino.
tritare la troia.
manichino senza vita.
per i binari perduti,
perdutamente amarsi.
(insieme nei sotterranei interiori
lavarsi).
e perdersi.
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mi vesto
del tuo
nudo
ricordo.
——————- novembre 2013 ——————————————————————-
COS’è L’UNIVERSO ?
perentorio scoppio di grida,
silenzio di fondo , specchio delle mie brame
nottilucente nulla ?
AMEBA.
(sono l’ameba delle tue brame)
——-
(Sei
la mia)
fossile
creatura.
——
a volte sono diametralmente opposto a me stesso
(costa il contrario di te)
(mi oppongo a te stesso)
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fra impetuosi impeti empi
SAMSARA
riconcilazione con il circolo,
fumi soffusi,
foglie secche,
nel mirino
corallo
libero la mente
nel mirino
la tua faccia che
risplende
immota.
come un lago
per osmosi
con quanti di luce
ti penetro
e sondo
fino a farti sparire,
materia oscura
di questo lago latteo
perso nei tuoi pensieri.
Nella memoria
Apollo e le Ninfe,
le Muse,
la memoria calpestata,
il rientro alla norma,
lo scricchiolio delle ossa
nella faccia,
la mascella,
il vortice
della doccia
che ci accoglie
esausti.
Un mare di domande imperturbabile
disegna una linea oscura
che adombra l’orizzonte.
Nell’ombra si anima
un’esplosione di colori
inaspettata
finchè dalla cicatrice
esco a nuova vita
con un balzo.
Tutto poteva cambiare.
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—-
Ti si spense il nome
—
irrefrenabile freno
—
ricordati l’enzima
—
volutamente
e velatamente.
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tu sei
una goccia
di spettro nel
lavabo del
non essere.
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svisceriamo
deliziosa routine
ti si spense il nome
le orme di hermes
indoviniamoci
dove son finiti quei tempi ?
la realtà che diventa miraggio.
e poi t’interseco.
luna divina madre spurgo.
ora sto stagnando.
————–
suicidio
sui rami
delle foglie,
nelle vie
costipate,
nel sereno.
suicidio nelle
scollature delle ragazze,
nei terrazzi
nelle miniere.
suicidio sotto ai tetti,
sotto ai
letti,
nelle luci.
suicidio nei sorrisi,
e nelle voglie
che mi cuci.
suicidio a Betlemme
nelle strade,
suicidio dentro.
——————
mi antepongo.
premo.
ti ho occultata.
—-
come un cielo sbiadito mai colto
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carezzo il
tuo volto
con aliti di lapidi.
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sei palato di tigre nera.
circumnavighiamo il globo.
siamo alate comete.
——–
informe antimateria
rimbalzante ed erotica
pornospettri
—
c’è della poesia
in codesta ciotolo solitaria,
fumante di cibo caldo
nella sua rotonda solitudine.
LA CIOTOLA , IL GATTO E LO SPETTRO SOLITARIO.
la chiave è già aperta
una zappa incomprensibile attraversa la stanza
i pixel sono in coma.
“karamiz afrem suandex igitur andex”
inconcepibile concepisco.
mi perdo fra dolci labbra galattiche
in un cosmo comatoso, connesso a una nuova vita.
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mi estinguo
in celesti traiettorie.
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in celesti trattorie.
coglimi nel mio divenire.
oggi pensieri spensierati.
“sei la succosa cometa del mio materasso”.
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