Panoplia d’ausência ctonique

E’ con orgoglio e passione che vi presento questa nuova azione filmica e suite musicale dei Conceptus.
A breve presenteremo questo cortometraggio sperimentale nelle maggiori fiere internazionali.

Qui di seguito un breve testo critico e presentazione dell’opera:

Inenarrabile crogiolo di visioni divise, iterazioni reiterate in un limbo libitum che echeggia – disintegrandola – la frammentazione dell’umano, traslato a rifiuto, sublimato ad videum.
In questa ecatombe attante della semiotica i Conceptus mostrano la smaterializzazione ctonia del corpus vivendi nella miriade di bit-frammenti ciber-uranici.
L’urgenza gestuale incontenibile del collettivo, come un futuribile dispositivo Guillotin, cala sul collo sonnolento dello spettatore ridestandolo in un fiotto di autentica energheia generatrice.
La gestazione frenetica dell’atto filmico sembra riverberare (ab aeterno) le vacillanti
psico-rhizomata dell’homo technologicus immerso nel suo plancton-vangelo venefico, per poi rigenerarle con fauci-tremens foto-ricomponibili.
Con mano feroce il regista ritorce e tormenta il medium visivo scarnificandolo in un gelido, rigoroso black and white ricolmo di antichi terrori e moderna apatheia.


Hanno partecipato a questa composizione:
Salvatore Ming, Salwatore Cing, Atti Effimeri, (b)ananartista orgasmone sbuffuff, Toresa Chopinaya, Ivan Lungaggini, Spirith Jenio e Apeiron Golia Tkoahbs

Canna pensante

canna pensante : fotografia di (b)ananartista sbuff

“L’uomo non è che una canna, la più debole della natura, ma è una canna che pensa. Non serve che l’universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe comunque più nobile di ciò che l’uccide perché sa di morire e conosce il potere che l’universo ha su di lui, mentre l’universo non ne sa nulla.
Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È da qui che bisogna partire, non dallo spazio e dalla durata, che noi non sapremmo riempire.
Impegniamoci quindi a pensare bene: ecco il principio della morale.”
Blaise Pascal