
“Warmth, warmth, more warmth! For we are dying of cold and not darkness. It is not the night that kills, but the frost.”
― Miguel de Unamuno, Tragic Sense of Life

“Warmth, warmth, more warmth! For we are dying of cold and not darkness. It is not the night that kills, but the frost.”
― Miguel de Unamuno, Tragic Sense of Life

Col mio rabdomante elettronico sto esplorando le sperdute radure della steppa cilena. Col mio tutino splendidamente mi mimetizzo fra sauri e volpi grigie giganti.
Col mio senso dell’orientamento sicuramento ritroverò la bussola smarrita.

step proximity
preening torticollis
aria rea roa rea roa rea roa rea
torta.
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rigenero psiche e corpo.

Ho voglia di vicinanza, ma sono goffo. Sei una ninfetta da strapazzo, ma i germi altrui sono un calvario.

cammina sulle acque (del web)

di sangue, sudore e lacrime.

morte, erotismo, fecondità.
(cosa aspetti a gustarlo?)

Moccolo nous social
amorevole collo.
Annosus dente
south oath
micro crosta
gattino
options.
Ed ora componi anche tu un divertentissimo testo patetico con le parole contenute all’interno di quest’opera!
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hyperstimulation
desistenza (favus)
biology clock
paleo bang fattie logos (fade away)
escape compulsion.
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A Courmayeur, sulle pendici del Monte Bianco, un giovane entomologo esplora il giardino botanico alpino Saussurea.
E si sorprende nel riconoscere varie specie autoctone tra cui un mazzolino di arnica montana.
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(sono sicuro che non riuscirai a resistere)

Un cielo stellato incorniciava l’oscuro maniero.
La tavola imbandita accolse in silenzio i commensali persi nelle loro cantilene assurde.
Le damigelle bisbigliavano cupi organigrammi.
La vedova alzò la caraffa.

la pepita è ricolma di vermi verdi

sono uno studente dell’aldiqua e m’immergo nel torrente di fuoco.
in unità psico-fisica partecipo all’essere e sul terreno della realtà, olimpico, sovrumano e senza crucci pongo l’infinito nel finito.
dov’è la tua antitesi?

nelle valli e nei verdissimi prati fiorisce il platonico amor. (esso è un fresco ruscello che irriga i pendii della vita).

“L’io penso, dunque, è la condizione che rende possibile non solo l’esperienza del mondo esterno, e quindi l’oggetto, ma anche la pensabilità del soggetto come attività di sintesi e di unificazione del molteplice.”

pappami,
ascetico porco!

Io vedo e attraverso tutti i tuoi strati di sogni.
Io giungo al punto più luminoso della tua fiammella.
Vedo i tuoi atomi tremare.
Incido ora nella materia il ciclo infinito delle rinascite e
scrivo il tuo nome sulla sabbia.

What will you say to it?

Le bizzarre falangi di questa bella ragazza sanno farsi notare con la giusta dose di discrezione e malizia.
Difficile è resistere alle lusinghe di una donna sempreverde.