ho trascorso la giornata a rincorrere chimere di chiome, fulvide apparizioni attraversate da sottili venature azzurre sotto l’intrico di febbrili architetture irrisolte. bagliori d’ambra e cobalto nel deliquio fugace del loro trascolorare
trasognato ho scolpito nella memoria del mondo
il flusso purpureo del mio sangue
che scorre nelle foglie che cadono