Ecco la mia opera più corrosiva.
Questo succo gastrico fattosi arte lacererà ogni tuo velo di maya e penetrerà indenne nei meandri psichici scombussolando il tuo ipotalamo.
Il potere dell’oblio purgherà ogni delirio di onniscienza per regalarti eterni attimi di ubiquità.
Questo patrimonio dell’umanità da me concepito durante il lockdown ha trovato la sua sede espositiva presso la pagina facebook di Quintocortile viale bligny 42 Milano
Oggi inauguro insieme ad altri tre giovani ed aitanti artisti questa collettiva virtuale. Partecipo con tre opere concepite durante il lockdown distillate con certosina cura dagli universi in cui vivo.
Qui di seguito il link per visitare l’esposizione, la locandina, il comunicato stampa ed il video di presentazione:
COMUNICATO STAMPA:
Si può dire, dei quattro giovani artisti, di un’arte di rigenerazione visiva, di fermenti di ricerca nella inevitabile diversità che li contraddistingue. Un’arte che riesce a dire di sé e di noi nel tempo non breve dell’incertezza.
Con una sequenza caustica, irriverente, corrosiva (b)ananartista Sbuffuff ha guardato alle esperienze della grafica, al mondo della fantascienza con una visione antropocentrica inquietante. In Antinomia Eteronoma e Amnesia sembra suggerire: “Viviamo cose terribili in una apparente normalità”. Ado Brandimarte in Formatura ornamentale e in “Incontri”, gessi alabastrini patinati secondo la tecnica della formatura, pone l’accento su una postura solitaria e meditativa dell’essere. Nell’opera/performance Suoni in costruzione esibisce il suono“ di una specifica lavorazione artigianale”.
Il lavoro di Gabi Minedi, assemblages, allude alla maschera, al totem, alla visione fantasmatica del soggetto divenuto alieno a se stesso, in un contesto naturale stravolto che rischia di azzerare la specificità del linguaggio artistico che è propria della specie umana. Sabina Sala con l’opera Esplorazione del limite, frame da video, ci conduce nel flusso di un racconto avvolgente, sul crinale tra arte visiva e performance. Il corpo in un moto fluido, onirico, esplora il proprio ritmo e il proprio limite oltre lo spazio entro il quale gli è dato esprimersi secondo il suo profondo sentire.