Fusione delle arti, musiche mai sperimentate, flussi d’incoscienza, cori atonali, poesie urlate a squarciagola da pensionati falliti, fatate jam session, pittura, pagliacci filosofici, rivelazioni, inferenze induttive, congressi, rock, serietà e gran finale con rito cosmico collettivo goliardico onomatofisico psicomatico illogico paragnostico orientale.
Infine con questo manifesto encomiamo con fervido ardore il trionfo degli Sbuffoni sul consueto, accogliendo dunque tutte le entità liberate a fluire nella nostra erranza verso l’indeterminatezza: