
FALSO.

FALSO.
Matrioska матрёшка,
noi, archivio 1:1 fuori tema.

Sperimentale, elettrotecnico.

Succhi assetanti, assestanti, a sè stanti,

assentanti, statici, stentanti, stentati e sdentati
[che la lingua uggiolante s’attorciglia tra le esse, le ti e le enne. E.]
(Una lingua gastrica, licantropa e succosa: una vera zacchera lapposa!)
Regista non protagonista: (b)ananartista Orgasmello Sbuff Likovski
Attrice consapevole: Anna Utopia Giordano
—
Canovaccio:
https://www.instagram.com/p/CCGxIEaHeCt/?utm_source=ig_web_copy_link

Era notte quel giorno.
Sapeva di avere poco tempo. Il tempo gli era stato rubato, proprio quando Ysingrinus e Gintoki [INSERISCI COLLEGAMENTI SE VUOI] avevano deciso di emendare chi avevano emendato.
Non l’avrebbe potuto risolvere in nessun’altra maniera.
Doveva emendarli!
Ganascino d’oro era riverso a terra, granitificato, doveva essere passato quel diavolo d’un Ysingrinus e nessuno, a parte alcune cariatidi erano più passate di lì perché… perché… perché sì!
(simulacro-simulacro-simulacro)
Con un salutare lavacro Ganascino ritorno in sé, le sue mandibole scattavano irose e bramose di bramosia irosa. (b)ananartista SBUFF SBUFF era un poeta e quindi sapeva come andavano queste cose, doveva solo far comparire dei crediti d’oro virtuali con la forza della sua magia ed il tag che Chrome aveva lanciato sui due tristanzuoli si sarebbe attivato in un crack.
***
CROC
***
La filanda era depressa come al solito, le uova di uranio nascoste negli alberi alveare di Vecchia Caledonia rifraggevano con un mistico pulsare lo-tek. Ganascino non era più un essere vivente e senziente, non dopo quel blet-blet della pistola al granito, almeno, ma poteva ancora sfruttare il suo monocolo rosso, quello usato da Gubareo come deterrente atomico.
Era questioni di notti, che erano giorni quei giorni in cui i giorni erano notti e le notti erano notti, e i salutari radioisotopi avrebbero completato il loro compito.
(digrignando le sexy scapoline)
Il sindacato stava facendo pressione. Aveva poco tempo. Cazzo se il tempo era poco.
Ma se lui aveva poco tempo, i due issimi ne avevano davvero molto meno. Sentiva il bronzo che ormai fumava, ogni passo facevano loro lui ne faceva uno in più, il suo n+1 avrebbe avuto la meglio sulla loro curva asintotica discendente cosecante… ancora pochi passi, ancora pochi…
ancora uno…
GNEEE!
(Romanzo liberamente scritto da Ysingrinus e pittura liberamente tatuata concentricamente su questo articolo concentrico (https://yziblog.wordpress.com/2020/06/27/la-notte-che-emendammo-chrome ….

L’artista ti guarda,
vuole farti un ritratto,
non ti ritrarre,
lascialo avanzare coi suoi occhi magnetici
fino alla cima del tuo essere
dove scorgerà la stella che non sapevi di avere.

появление относится недели физике административного захватывают населённых
(cara bambolina russa)

La mia impersonale anti-visione del mondo.

“The best years of your life are the ones in which you decide your problems are your own. You do not blame them on your mother, the ecology, or the president. You realize that you control your own destiny.”
Albert Ellis

Dopo lunghi mesi di vagheggiante attesa, mesi di penoso distacco e di tediosa raggelante attesa, finalmente mi sono ricongiuto con la mia cara e affettuosa tavoletta grafica.
Tremando e fremente ho impugnato con gioia il pennino saggiandone con ardore l’asta rigida ma vellutata e quella sua punta minuta e quasi scherzosa che ha costellato di desideri le mie notti inquiete.
Non ho più potuto attendere: a capofitto mi sono immerso nelle sue superfici dimentico di ogni cosa mortale e scivolando in una lubrica danza abbiamo generato questo giovane virgulto d’arte, passione e voluttà.

tu che mi guardi coi tuoi occhi rapiti,
tu che mi rapisci lo sguardo, che metti radici nei miei pensieri,
un fittone lungo ed infernale,
una sgualdrina celeste,
un asse smassato ed illeso,
una pietra ti ho tirato
nel tuo stagno di rifiuto,
le onde stagnanti
rifugiate in una nube
nuda.

pezzi di nulla si accartocciano in me.
sono uno scivolo fatato in cerca di emozioni.
il mio polso è una navicella spaziale.
frammenti di essere svuotano la mia pace.

Centrifugato di passione

“Se ami una persona, lasciala andare, perché se ritorna, è sempre stata tua. E se non ritorna, non lo è mai stata.”
Khalil Gibran

Sono appena uscito da una lunga relazione con questa talentuosa attrice francese.
Non vi nascondo che sono molto provato
e che mi mancano soprattutto le sue camaleontiche facce di sfinge impenetrabile che (come potete notare) continuano a ruotarmi nella testa come un uragano.
Ed ecco l’attesissimo secondo singolo del Duo Detriti.
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Anton Sfasciume: chitarra e nuvole
Torrione Macereti: synth, shamanic drumming e montaggi

Tanto tantissimo tempo fa, in un borgo lontano, lontanissimo
infinitamente distante e remotissimo
in questo villaggio infinito, dicevo,
in un tempo indeterminato, in un giorno indefinibile,
in questa terra indefinita
in una data così lontana da essere invisibile
in questo giorno così indivisibile una
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E’ necessario constatare l’assenza di soggetto.
E da questo punto zero diramare il discorso che non può essere detto.
Assenza di soggetto totale.
Questa sarà la nostra liturgia dell’errore.
Si tratta dell’inevitabile conseguenza:
ampliare l’irraggiungibilità di ogni immagine
inconcludentemente.

“Qualsiasi persona capace di farti arrabbiare diventa tuo padrone;
egli può farti arrabbiare solo quando tu permetti a te stesso di essere disturbato da lui.”

Un fantasma si aggira in me.

Questo astratto collage pieno di ragazze è ambientato a Kōbe, capoluogo della prefettura di Hyogo e uno dei più importanti porti del Giappone.
Inoltre c’è un raffinato riferimento a Thomas Hobbes, bravo chi lo coglie.
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