
Attingo direttamente dall’inconoscibile

Attingo direttamente dall’inconoscibile

Pacificazione fra inconscio e coscienza.
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Sono completamente sconnesso

La volta celeste aspersa dal geroglifico lento ansimare dell’acqua.

i cavernosi fuochi fatui
risuonano come civette
nelle brughiere
in fermentazione

Questa luce, questa ombra e questa ruota di bicicletta non esistono.
Tutto quello che vedi non esiste.

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dolcificante deserta distesa di dune
A volte ci si sente così, con un filo di voce sul filo dell’orizzonte dischiusi alla luce.

Siamo in pieno Agosto e le vie delle grandi città si svuotano sempre di più.
E’ incredibile constatare quanto spazio ci sia sempre stato, è così tanto che non si sa più dove metterlo.
Anch’io, svuotato da queste vie, sono tutto vuoto.

Bisogna sempre voler essere nel posto in cui si è

Nel verificare la sua assenza ne induco la presenza

Verso ciò che potenzia e vivifica

Dai coaguli dell’Eternità stillano (come se nulla fosse)
germogli di periture primule nere.
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asfutno
Come cicli matti di tempo sulla baia nel mio petto si agitano i soli in giacca e cravatta:seguo la via che non si spezza.

I just invented the wheel

Eutimia: Res extensa immateriale batte su ipofisi neutrale, assisa allo zenit.

Quando l’enigma della Sfinge ti stritola l’anima ed
ogni ferita perde fumo come un camino arrugginito
scaglia la prima pietra.

Con carboni e dolcetti
riempie le calze sui caminetti.
Buona Epifania a tutti!