
tecnica mista su cartoncino 32,5 x 32 cm

tecnica mista su cartoncino 32,5 x 32 cm
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Gianni Rodari è SCOMPARSO.
E’ stato avvistato l’ultima volta nella necropoli rupestre dell’Eremo Tigros.
Mi duole dirlo ma è così.
Abbiamo visitato il bugigattolo, l’interlocutore e la sua mente presso il sito magnetico dei limoni.
Nulla da fare. Nessuna traccia. Sul lago d’Orta ogni spiffero è stato chiuso, ogni mirtillo è stato colto (in fragrante). L’antico torrione divelto. Nessuna traccia. Nessuna ombra, nessuna tomba.
Per ulteriori informazioni potete telefornarmi.
Vi ribadirò che da queste parti l’unica cosa ch’eternamente ricorre è lo strip di Nietzsche, null’altro che il suo filosofico e ridicolo spogliarello.
Di Gianni Rodari invece neanche l’ombra. Non che ci siano poche ombre in questi luoghi baciati dal sole.
Da queste parti infatti ogni singolo oggetto ostacola il regolare flusso della luce solare creando odiose e antiestetiche zone buie.
Chissà se in questo caos la prodigiosa vista d’Epifanio di Dio farà il miracolo o se invece sarà Nives Meroi ad avvistarlo, magari sulle Alpi Carniche, lontano da occhi discreti.


L’opera omnia di (b)ananartista rifulge fra i padiglioni della decima edizione del BAF.
Sentori metafisici si sprigionano dalle patafisiche pagine della sua creazione presso la libreria galleria Derbylius.
Roy Lichtenstein, Enrico Baj, Bruno Munari, Mario Schifano, Giorgio De Chirico, Karel Appel e Antoh Mansueto stupefatti spalancano fauci e pennello.
(mentre la lurida odorosa SUMMA dell’erotismo s’innalza).