Un buio nella risata

«C’era una volta un uomo che si chiamava Albinus, il quale viveva in Germania, a Berlino. Era ricco, rispettabile, felice; un giorno lasciò la moglie per un’amante giovane; l’amò; non ne fu riamato; e la sua vita finì nel peggiore dei modi».
un buio nella risata disegno astratto di (b)ananartista sbuff

Nel comporre quest’opera vorticosa ed emblematica mi sono ispirato ad un quasi omonimo libro di Vladimir Nabokov nel quale echeggia:
Una risata nel buio

Oscuro e frammentario

oscuro e frammentario fotografia di (b)ananartista sbuff

il fermento dei vermi corrode le carni del gigante che è arcobaleno e macello.
noi siamo qui al buio dei nostri pensieri, attoniti come gerani, assopiti su un nucleo ardente di giada.
la flebile voce delle arterie pulsa nella mente del netturbino.
appeso a un sogno, strozzato alla rovescia, misuro le costellazioni.
il luccichìo di un’onda fa appena in tempo a trafiggermi
mentre con gli occhi nelle mani farfuglio la mia ultima verità.

il mio primo dipinto su tavoletta grafica del 2020

primo dipinto del 2020 su tavoletta grafica wacom by (b)ananartista sbuff

Dopo lunghi mesi di vagheggiante attesa, mesi di penoso distacco e di tediosa raggelante attesa, finalmente mi sono ricongiuto con la mia cara e affettuosa tavoletta grafica.
Tremando e fremente ho impugnato con gioia il pennino saggiandone con ardore l’asta rigida ma vellutata e quella sua punta minuta e quasi scherzosa che ha costellato di desideri le mie notti inquiete.
Non ho più potuto attendere: a capofitto mi sono immerso nelle sue superfici dimentico di ogni cosa mortale e scivolando in una lubrica danza abbiamo generato questo giovane virgulto d’arte, passione e voluttà.

Studi di filosofia della prassi

filosofia della prassi - arte astratta di (b)ananartista sbuff

«“Prassi” è la parola con la quale il pensiero greco indica in generale, e una volta per tutte nella storia dell’Occidente, l’azione in quanto forza consapevole che conduce le cose nell’essere e nel niente (“le cose” nel senso più ampio di questa espressione: stati “esterni” e “interni”, forme, situazioni, rapporti, processi – ogni non-niente). La “prassi” appartiene all’essenza del nichilismo: è una delle categorie fondamentali secondo cui il nichilismo pensa le cose. È quindi una delle categorie fondamentali dell’errore».

Emanuele Severino

Idrofilia Mnestica delle Co-Scienze Universali

La potenza elementale dei Conceptus descrive senza fronzoli le forze della natura sempre più minacciose in un mondo che l’umanità criminale ha preteso di controllare.
Essi sono in grado di canalizzare l’inconscio collettivo nelle sinapsi digitali della contemporaneità riuscendo nello stesso tempo a scolpire un ergon polisemico in grado di purificare l’umano.
In questo Opus Mundi l’acqua assurge alla radice ancestrale del suo etimo dimostrandosi capace di mendare e rigenerare le ceneri della civiltà.
Acqua: emos cosmico, ribollire genico del pianeta mai sazio del suo fieri, oceano di mente-spazio che nessuna equazione sa incapsulare: chimica d’arte che sola nutre, concretizza e trans-scende il bio-homo.
In questo liquefarsi pleromico della psiche, ed infinite inenarrabili narrazioni metamateriche, risiede la siderale, efestiana kunst del collettivo Conceptus.
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I Conceptus sono un collettivo artistico dedito al cinema e alla videoarte in tutte le sue declinazioni.
A questo progetto hanno partecipato: Cosmos Pacyügo, Atti Effimeri, Mysteryous Gurls, (b)ananartista orgasmino sbuffuz, Monumenten Eternidad, Guillaume_IG_star, Ysingrinus, Apeiron Golia Tkoahbs e Teresa.
Prodotto da Mollusco Chiacchierato.
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Buona Visione.

FOSSILE FUTURO (diario di un ritrovamento)

SONO un fossile futuro: autoritratto digitale di (b)ananartista sbuff

Non avevo in mente nient’altro che briciole.
I miei cervelli erano pieni di banchetti.

(In un angolo polveroso sentii la sua voce stridere).

Spazzai via ogni cosa.
Persino la mia pelle finì col staccarsi dalle mie bocche.
Mi cucii addosso nuove verità.
Ero un fossile futuro, levigato come un’arma inerme.
Un soffio sollevò la polvere e respirai i miei stessi vapori.
Mi legai alle gambe della sirena.
Potevo spezzarmi le ossa, ora io potevo essere liquido come la lava
e polverizzare l’universo.
Decisi di schiacciarlo con tutta la mia forza.
La mia testa era ormai lo scheletro di un pappagallo.
Ripetevo a stento le mie parole.
Evaporai.

Brutta Bergamo ♥️

Cari lettori, oggi pubblico una poesia vergata insieme all’amico Chãrdeul.
Forse vi sembrerà un testo un po’ negativo ma è solo perché vivevamo un momento intriso di pene da cui eravamo turbati.
In realtà siamo da sempre innamorati di questa meravigliosa città ricolma di bellezze, storia e calorosa ospitalità.

Brutta Bergamo
mi fai rabbia così
deposta che mi fa
sudar rabbia
E nel sudore mentale
sconfino sui suoi petali arrugginiti
Lavabo perso e perduto e mi sforzo
come per annuire
ma la morsa
del ragno urbano
m’esce da te

Brutta bergamo