Al primo incontro ci siamo subito piaciuti ed è scattato il classico colpo di fulmine.
Cara chiocciolina, ti dedico questo video e queste dolci parole:
“Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.”
Non sapevo di, aver potuto toccarlo, quel sogno, quel pensiero-ombra, andai, vidi, vissi, nella mia,
che giorno era? — che era era? orario
indefinito,
colori spenti, ed ancora per
noi coloravamo i muri,
forchette tra,
prominenti
.Tra tram,
Tratterò in un altro articolo la mia strepitosa carriera di lusso in questo ormai quasi famoso social cinese,
per oggi vi basti sapere che ivi sto spruzzando denari con fervore e che ben presto ricoprirò di colore una banconota da 50 Euro.
In alto nel cielo grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
rrrrrigio,
si protendono con i loro ciuffi belli,
simili alle creste dei punk d’Asia,
questi miracoli respiranti,
questi gioielli grossi come bocche di fuoco brutto
fosforo, tutto il pomeriggio a pensarci,
fotografando angoli oscuri della galassia, materia oscura, universi paralleli.
ed intanto tra i transistor transitano le informazioni della nuova era quantica.
che un colpo di scopa spazzerà via.
E’ con orgoglio e passione che vi presento questa nuova azione filmica e suite musicale dei Conceptus.
A breve presenteremo questo cortometraggio sperimentale nelle maggiori fiere internazionali.
Qui di seguito un breve testo critico e presentazione dell’opera:
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Inenarrabile crogiolo di visioni divise, iterazioni reiterate in un limbo libitum che echeggia – disintegrandola – la frammentazione dell’umano, traslato a rifiuto, sublimato ad videum.
In questa ecatombe attante della semiotica i Conceptus mostrano la smaterializzazione ctonia del corpus vivendi nella miriade di bit-frammenti ciber-uranici.
L’urgenza gestuale incontenibile del collettivo, come un futuribile dispositivo Guillotin, cala sul collo sonnolento dello spettatore ridestandolo in un fiotto di autentica energheia generatrice.
La gestazione frenetica dell’atto filmico sembra riverberare (ab aeterno) le vacillanti psico-rhizomata dell’homo technologicus immerso nel suo plancton-vangelo venefico, per poi rigenerarle con fauci-tremens foto-ricomponibili.
Con mano feroce il regista ritorce e tormenta il medium visivo scarnificandolo in un gelido, rigoroso black and white ricolmo di antichi terrori e moderna apatheia.
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Hanno partecipato a questa composizione: Salvatore Ming, Salwatore Cing, Atti Effimeri, (b)ananartista orgasmone sbuffuff, Toresa Chopinaya, Ivan Lungaggini, Spirith Jenio e Apeiron Golia Tkoahbs
Forse non lo sai ma anche dentro di te c’è un elefante giocherellone.
Infatti nell’anima di ogni uomo si nasconde la proboscide del pachiderma.
Dimostrarlo è semplice: chiudi gli occhi e immagina un cielo stellato.
“L’uomo non è che una canna, la più debole della natura, ma è una canna che pensa. Non serve che l’universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe comunque più nobile di ciò che l’uccide perché sa di morire e conosce il potere che l’universo ha su di lui, mentre l’universo non ne sa nulla.
Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È da qui che bisogna partire, non dallo spazio e dalla durata, che noi non sapremmo riempire.
Impegniamoci quindi a pensare bene: ecco il principio della morale.”
Blaise Pascal